10 cose da sapere sulla
Burrata di Andria

Del 02-05-2018

Simbolo della Puglia in Italia e nel mondo, prodotto tipico dal sapore unico, sinonimo di storia e di freschezza: ecco dieci curiosità per conoscere meglio la Burrata di Andria.

Cos’è la Burrata di Andria La Burrata di Andria è il formaggio fresco pugliese più conosciuto e apprezzato. Composta da un gustosissimo sacchetto di pasta filata, simile a quello con cui viene realizzata la mozzarella, racchiude un cuore morbido di pasta sfilacciata a mano amalgamata con panna fresca, chiamato stracciatella.
 

L’origine ad Andria (in Puglia) La Burrata di Andria nasce grazie ad un’intuizione del mastro casaro andriese Lorenzo Bianchino. La storia racconta che durante una forte nevicata nell’inverno del 1956 che colpì la Murgia e Andria in particolare, il casaro cercò di ingegnarsi per la conservazione e per il trasporto dei latticini che, a causa del freddo, diventava sempre più difficile. Pensò così di creare una sorta di sacchetto protettivo della stessa pasta della mozzarella, per proteggere quella che aveva sfilacciato, abbinata alla panna vaccina. Nacque così la celebre Burrata di Andria.


Perché si chiama Burrata

Il nome Burrata le è stato attribuito proprio per richiamare il sapore “burroso” del suo cuore gustoso e non, contrariamente a quello che si può subito pensare, al fatto che il suo ripieno sia arricchito di burro durante la sua lavorazione.


Come si fa la vera Burrata di Andria?

La lavorazione della Burrata di Andria si compone di poche semplici fasi tramandate fino a noi da generazioni di mastri casari. Tutto inizia dalla cagliata, un semilavorato ottenuto per coagulazione del latte col caglio. Questa viene immersa nell'acqua calda a 85-90 °C e lavorata fino ad ottenere una massa morbida ed elastica: la pasta filata che, grazie ad un abile lavoro manuale, prende la forma di un “sacchetto”. Lo stesso viene riempito di fettucce di pasta filata sfilacciate a mano e gustosa panna (la stracciatella) ed infine legato all’apice con steli di rafia.


Le foglie di asfodelo

Tradizionalmente, per conservare e proteggere la Burrata di Andria, si usavano foglie di erbe locali, tipiche della Murgia. Si trattava soprattutto di foglie di asfodelo, usate per avvolgere la Burrata e per trasferire al formaggio un gusto pungente. Oggi, per evocare questa tradizione, il prodotto viene chiuso in sacchetti e poi avvolto da particolari foglie di plastica per alimenti che richiamano proprio la forma dell’asfodelo.


È protetta dal Consorzio

Nel 2016 questa bontà made in Puglia ha ottenuto il riconoscimento di prodotto a marchio d’origine, diventando ufficialmente una Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.). In seguito, il 17 febbraio 2017 si è costituito il Consorzio, con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere la Burrata di Andria I.G.P.


Come capire se la Burrata è davvero fresca

Essendo un formaggio molto fresco, soprattutto per la presenza della panna, il sapore della Burrata rimane intatto solo pochi giorni dopo la sua produzione. Questo “limite” la rende in realtà unica e speciale. Quando è davvero fresca, al taglio la stracciatella inonderà il piatto e all’assaggio risulterà fresca e non acida.


Va gustata a temperatura ambiente

La Burrata di Andria va tolta dal frigorifero almeno un’ora prima di essere consumata per poterne apprezzare al meglio sapore e consistenza.


Come usare la Burrata di Andria in cucina

Il modo migliore per gustare la Burrata di Andria? Mangiarla così com’è! Ma se si vuole accostare a prodotti tipici pugliesi per onorare le sue origini mediterranee, si può condire con un filo d’olio extravergine d’oliva e gustare su crostini di pane o friselle. Tipico l’abbinamento con un’insalata verde o di pomodori, ma si può anche osare e arricchire primi piatti di pasta e risotti, o lasciare che trionfi su un’ottima pizza.

Quale vino abbinare alla Burrata di Andria

La Burrata di Andria si accompagna a vini bianchi freschi. La sua dolcezza grassa si sposa bene con vini fermi, ma anche frizzantini.

E voi, come la preferite?

 

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